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Tra MarE Pace

Tra MarE Pace

Installazione artistica di Cinzia Porcheddu
Dal 13 dicembre all’11 gennaio - inaugurazione 13 dicembre, ore 16:30
Stazione marittima (via Antonietta Bassu 6)

     L’installazione mette in dialogo simboli e materiali fortemente evocativi: una rete da pesca, che richiama la kefiah palestinese e il legame profondo tra il popolo e il mare; altalene che suggeriscono il gioco, la liberazione e la possibilità di distacco dalla realtà della guerra; figure di bambini realizzate con farina, sale e acqua, materiali simbolici che richiamano beni sempre più difficili da reperire nei territori colpiti dai conflitti.

 

A volte si pensa che le idee folli debbano restare rinchiuse nel cassettino dei rimpianti, (e io sto diventando davvero brava in questo tipo di arte) non so quale atto di incoscienza mi abbia portata a fare questa proposta nel gruppo della manifestazione per la #palestina di #portotorres, per poi pentirmi immediatamente. Per #fortuna in quel gruppo qualcuno ha creduto più di me alla mia proposta e mi ha incoraggiata e sostenuta rendendo possibile la realizzazione di quest'impresa. Fra queste persone che hanno reso possibile la realizzazione dell'installazione #TraMarEpace i primi sono stati Foto Angelo Balestrieri e sua moglie Anna Deidda, a seguire tante persone a me vicine che hanno colto il senso comunitario di quest'iniziativa e hanno collaborato con lo spirito del #disarmo, della #pace #peace , a sostegno del popolo palestinese e di tutti i #popoli che vivono opressi dai conflitti.

La maggior parte delle persone che hanno collaborato sono presenti nel video, altre non sono potute venire, al momento ringrazio in generale tutti e presto mi attiverò per un ringraziamento dettagliato. Al momento ringrazio Foto Angelo Balestrieri per queste bellissime foto e per questo video, e insieme a lui anche Anna Deidda per il loro sostegno e la loro collaborazione attiva per l'esecuzione tecnica di tutto il lavoro.
La mostra richiede ancora qualche ritocco e a breve ci sarà un'altra bella sorpresa. Come ho detto, l'inaugurazione, non è stato un punto di arrivo ma un punto di partenza, proprio per rendere possibile la collaborazione di chiunque ritenga di poter dare un contributo a questo sogno di Pace.

Cinzia Porcheddu 

il testamento di Chiara Lubich

Il mio testamento

Se oggi dovessi lasciare questa Terra e mi si chiedesse una parola, come ultima che dice il nostro Ideale, vi direi – sicura d’esser capita nel senso più esatto -:«Siate una famiglia». Vi sono fra voi coloro che soffrono per prove spirituali o morali? Comprendeteli come e più di una madre, illuminateli con la parola o con l’esempio. Non lasciate mancar loro, anzi accrescete attorno ad essi, il calore della famiglia. Vi sono tra voi coloro che soffrono fisicamente? Siano i fratelli prediletti. Patite con loro. Cercate di comprendere fino in fondo i loro dolori. Fateli partecipi dei frutti della vostra vita apostolica affinché sappiano che essi più che altri vi hanno contribuito.Vi sono coloro che muoiono? Immaginate di essere voi al loro posto e fate quanto desiderereste fosse fatto a voi fino all’ultimo istante. C’è qualcuno che gode per una conquista o per un qualsiasi motivo? Godete con lui, perché la sua consolazione non sia contristata e l’animo non si chiuda, ma la gioia sia di tutti. C’è qualcuno che parte? Lasciatelo andare non senza avergli riempito il cuore di una sola eredità: il senso della famiglia, perché lo porti dov’è destinato. Non anteponete mai qualsiasi attività di qualsiasi genere, né spirituale, né apostolica, allo spirito di famiglia con quei fratelli con i quali vivete. E dove andate per portare l’ideale di Cristo… niente farete di meglio che cercare di creare con discrezione, con prudenza, ma decisione, lo spirito di famiglia. Esso è uno spirito umile, vuole il bene degli altri, non si gonfia... è, insomma, la carità vera, completa. Insomma, se io dovessi partire da voi, in pratica lascerei che Gesù in me vi ripetesse: «Amatevi a vicenda... affinché tutti siano uno».

Chiara Lubich

25 dicembre 1973

















Foto Giuseppe Distefano

Piccole pillole

La gioia è amore, la conseguenza logica
di un cuore ardente d'amore.
La gioia è una necessità
e una forza fisica.
la nostra lampada arderà
dei sacrifici fatti con amore
se siamo pieni di gioia.


Non importa quanto si dà
ma quanto amore si mette nel dare.


Quello che facciamo
è soltanto una goccia nell'oceano.
ma se non ci fosse quella goccia
all'oceano mancherebbe.


Non possiamo parlare finchè non ascoltiamo ...
Quando avremo il cuore colmo,
la bocca parlerà, la mente penserà.


Fate che chiunque venga a voi se ne vada
sentendosi meglio e più felice.
Tutti devono vedere la bontà del vostro viso,
nei vostri occhi, nel vostro sorriso.
La gioia traspare dagli occhi,
si manifesta quando parliamo e camminiamo.
Non puo' essere racchiusa dentro di noi. Trabocca.
La gioia è molto contagiosa.


Il vero amore deve sempre fare male.
Deve essere doloroso amare qualcuno,
doloroso lasciare qualcuno. ...
Solo allora si ama sinceramente.



Sappiamo che se vogliamo amare veramente,
dobbiamo imparare a perdonare.
Perdonate e chiedete di essere perdonati;
scusate invece di accusare.
La riconciliazione avviene
per prima cosa in noi stessi,
non con gli altri.
Inizia da un cuore puro.


Oggi la gente è affamata d'amore,
e l'amore è la sola risposta
alla solitudine e alla grande povertà.
In alcuni paesi non c'è fame di pane,
la gente soffre invece di terribile solitudine,
terribile disperazione, terribile odio,
perché si sente indesiderata,
derelitta e senza speranza.
ha dimenticato come si fa a sorridere.
ha dimenticato la bellezza del tocco umano.
ha dimenticato cos'è l'amore degli uomini.
Ha bisogno di qualcuno che
la capisca e la rispetti.


Non cercate Gesu' in terre lontane:
Lui non è là.
E' vicino a voi.
E' con voi.
Basta che teniate il lume acceso
e Lo vedrete sempre.
Continuate a riempire il lume
con piccole gocce d'amore
e vedrete quanto è dolce
il Dio che amate.

L'amore non vive di parole
né puo' essere spiegato a parole.


Spesso si vedono fili metallici
piccoli o grandi, vecchi o nuovi,
cavi elettrici economici o costosi
che restano inutilizzati,
perchè se non vi passa la corrente
non servono a far luce.
I fili siamo voi ed io, la corrente è Dio.
Noi possiamo decidere
di lasciar passare la corrente
attraverso di noi, di essere usati,
o possiamo rifiutare di essere usati
e permettere all'oscurità
di diffondersi.


Abbiamo bisogno di trovare Dio,
ma non possiamo di certo trovarLo
nel rumore e nell'inquietudine.
Dio è amico del silenzio.
Osservate come la natura
- gli alberi, i fiori, e l'erba -
cresce in silenzio.
Osservate le stelle, la luna e il sole,
come si muovono in silenzio.
Più riceviamo in silenziosa preghiera,
più riusciamo a dare
con le nostre azioni.


Sono una piccola matita
nelle mani di Dio..


Ogni opera d'amore fatta con il cuore
avvicina a Dio.


Non sapremo mai
quanto bene può fare
un semplice sorriso.


Amiamo.. non nelle grandi
ma nelle piccole cose fatte con grande amore.
C'è tanto amore in tutti noi.
Non dobbiamo temere di manifestarlo.


Ieri è trascorso. Domani deve ancora venire.
Noi abbiamo solo l'oggi.
Se aiutiamo i nostri figli
ad essere ciò che dovrebbero essere oggi,
avranno il coraggio necessario
per affrontare la vita con maggior amore.


Le persone che sia amano
in modo totale e sincero
sono le più felici del mondo.
Magari hanno poco,
magari non hanno nulla,
ma sono persone felici.
Tutto dipende dal modo
in cui ci amiamo.

Io sono come una piccola matita
nelle Sue mani, nient'altro.
E' Lui che pensa.
E' Lui che scrive.
La matita non ha nulla
a che fare con tutto questo.
La matita deve solo
poter essere usata.


Madre Teresa di Calcutta

Natale 2007

Hanno sloggiato Gesù

S'avvicina Natale e le vie della città s'ammantano di luci.
Una fila interminabile di negozi, una ricchezza fine, ma esorbitante.
A sinistra della nostra macchina ecco una serie di vetrine che si fanno notare.
Al di là del vetro nevica graziosamente: illusione ottica.
Poi bambini e bambine su slitte trainate da renne e animaletti
waltdisneyani.
E ancora slitte e Babbo Natale e cerbiatti, porcellini, lepri, rane,
burattini e nani rossi.
Tutto si muove con garbo. Ah! Ecco gli angioletti...
Macche! Sono fatine, inventate di recente quali addobbi al paesaggio bianco.
Un bambino con i genitori si leva sulle punte dei piedini e osserva, ammaliato.
Ma nel mio cuore l'incredulità e poi quasi la ribellione:
questo mondo ricco si è «accalappiato» il Natale e tutto il suo
contorno,e ha «sloggiato» Gesù!
Ama del Natale la poesia, l' ambiente, l' amicizia che suscita,
i regali che suggerisce, le luci, le stelle, i canti.
Punta sul Natale per il guadagno migliore dell'anno.
Ma a Gesù non pensa. «Venne fra i suoi e non lo ricevettero...».
«Non c'era posto per Lui nell'albergo...», neppure a Natale.
Stanotte non ho dormito.
Questo pensiero mi ha tenuto sveglia.
Se rinascessi farei tante cose.
Fonderei un'Opera al servizio dei Natali degli uomini sulla terra.
Stamperei le più belle cartoline del mondo.
Sfornerei statue e statuette con l' arte più pregiata.
Inciderei poesie, canzoni passate e presenti,
illustrerei libri per piccoli e adulti su questo «mistero d'amore»,
stenderei sceneggiature per rappresentazioni o film.
Non so quel che farei...
Oggi ringrazio la Chiesa che ha salvato le immagini.
Quando sono stata, anni fa, in un paese in cui dominava l'ateismo,
un sacerdote scolpiva statue d'angeli per ricordare alla gente il Cielo.
Oggi lo capisco di più.
Lo esige l'ateismo pratico che ora invade il mondo dappertutto.
Certo che questo tenersi il Natale e bandire invece il Neonato è
qualcosa che addolora.
Che almeno in tutte le nostre case si gridi Chi è nato,
facendogli una festa come non mai.

Chiara Lubich

IL VASAIO

Tu sei il Vasaio,
ed io il vaso che è nella tua mano,
Tante crepe hai trovato in me,
Ma tu con il tuo amore le hai cancellate,
Con il sangue di tuo Figlio le hai nettate.
Adesso mi modelli con le tue mani,
ieri, oggi ed anche domani,
Simile a Gesù vuoi farmi diventare,
e per far questo devi anche pazientare,
Ma io un desiderio ho nel mio cuore,
Lodarti sempre di più mio dolce Signore.
Padre buono, aiutami tu,
ad amarti sempre di più.
Deo gratias.

Il bello visibile

Tramite il bello visibile, viene donato il Bello invisibile, che si mostra soprattutto in un altro modo di pensare e quindi di essere dei protagonisti. Profezia, reale speranza di un mondo nuovo, luce per quello corrente che pare voglia sempre più affondare nella "notte".
(Gabri)

Ricordi vivi



La spiaggia si era vuotata dai visitatori giornalieri.
La pace del silenzio tutt'intorno m'invitò a sedermi
per ascoltare il suono del mare.
Il bagnasciuga umido e odoroso ora si faceva accarezzare
dalle onde che si susseguivano rilassate
ed a ritmo lento danzavano,
cancellando via via il calpestio della gente appena andata.
Gli odori della sabbia, della vegetazione e del mare
si alternavano trasportati dal vento leggero
che sfiorava la mia pelle e le mie labbra
ancora pungenti dal sale.
Socchiusi gli occhi per giocare coi riflessi
degli ultimi raggi di sole
che come giochi pirotecnici
brillavano sul mare argentato.
Senza disturbare il sole ora si lasciava guardare
e dipingeva tutto di rosso
prima di tuffarsi nell'orizzonte
dove cielo e mare sembra s'incontrino in un unico blu.
Profumi, sapori, colori.
Sensazioni che racchiusi dentro me come un dono.
Festosa me ne andai
cosciente di voler conservare quel ricordo
come se già allora sapessi dell'ignoto futuro.

maria

Dai il meglio di te...


Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa' il bene
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te,
e ti prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te

(Madre Teresa di Calcutta)

I due amici

Una storia racconta di due Amici che camminavano nel deserto…

In qualche momento del viaggio cominciarono a discutere,
ed un amico diede uno schiaffo all'altro, questi molto addolorato,
ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia:

IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO.

Continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi, dove decisero di fare un bagno.

L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.
Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra:

IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA


L'amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
- Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché ?
L'altro Amico rispose:
• Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia,

dove i venti del perdono possano cancellarlo.

• Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra,
dove nessun vento possa cancellarlo.

IMPARA A SCRIVERE LE TUE FERITE NELLA SABBIA ED A INCIDERE NELLA PIETRA LE TUE GIOIE.

Buona Giornata!

Scopri l'Amore

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha pianto.

Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.

Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo.

Mahatma Gandhi

I due straccioni

Tutte le fiabe cominciano così: "C'era una volta un Re"…

"C'era una volta un Re che aveva tanti amici. C'era un'aria molto bella ed ad un certo momento il Re ha deciso di dare tutti i suoi averi, di dividerli fra i suoi amici. Allora prese i suoi palazzi, i suoi campi, i suoi soldi, tutto quello che aveva, ma proprio tutto e lo ha distribuito ai suoi amici.
E lui è rimasto povero. I suoi amici non sapevano che lui aveva dato via proprio tutto, però avevano ricevuto i suoi beni ed erano contenti e lo ringraziavano perché gli aveva dato tutti i beni.
Uno di questi amici del Re, invece di utilizzare al meglio questi beni, li spese tutti. Si diede al vizio, un po' come il figliol prodigo, giocò, perse soldi, fece un sacco di robe tutte sbagliate, fallì completamente e poi tanti vizi: con le donne, con tutto questo... combinò tutti i pasticci che un uomo può combinare e si trovò senza niente: uno straccione!
lo straccione un giorno camminava in un sentiero di campagna e aveva sulle sue spalle un piccolo fardello - come si può dire - un sacchetto dove aveva messo dentro quel poco che aveva: una giacca, un po' di biancheria, un paio di scarpe, aveva messo dentro quel poco che aveva: un po' di pane, un po' di pasta, e camminava su un sentiero solitario.
Era molto triste e continuava a lamentarsi: "Ma che disgraziato che sono, sono proprio disgraziato; il Re era così buono, mi ha regalato tutto, io potrei essere felice... ed invece guarda! Mi sono proprio rovinato, al punto che non ho più niente, non ho più niente."
Ad un certo momento vide dall'altra parte del campo un uomo che veniva verso di lui. A vederlo era povero, era proprio mal combinato, i suoi vestiti erano stracciati e poi aveva la faccia piuttosto tetra e camminava verso di lui.
Si disse lo straccione: "E' peggio di me! Possibile, è peggio di me! lo ho le scarpe, lui non le ha. Ma guarda un po' ..."
Poi, quando è arrivato vicino si è accorto: "Ma quello lì... ma quello è il Re. Sì ma quello è il Re! Allora si sono incrociati e non hanno detto una parola. Il Re l' ha guardato, lui l' ha guardato, ha preso i suoi stracci e li ha dati al Re. Il Re gli ha sorriso. E poi, e poi ha continuato a camminare, ma cantava: era contento, era felice!
Il Re, per amore suo, si era ridotto come lui, peggio di lui, aveva condiviso con lui.
Siccome era peggio di lui, capiva il suo dolore.
Cosa può fare uno quando s'incontra con questo Re che si è ridotto come te? l'unica cosa è di dargli quel poco che hai. Se hai degli stracci gli dai degli stracci; per lo meno gli dici grazie, ti rivolgi a lui, ecco cosa fai...
Allora tu condividi con lui; lui condivide con te e tu condividi con lui.

Anonimo

Valore di un sorriso

Un Sorriso non costa nulla e rende molto;
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante,
ma il suo ricordo è talora eterno.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno;
nessuno così povero da non poterne dare.

Crea felicità in casa,
negli affari è sostegno,
dell'amicizia profondo sensibile segno.

Un sorriso dà riposo alla stanchezza,
nello scoraggiamento rinnova il coraggio,
nella tristezza è consolazione,
d'ogni pena è naturale rimedio.

Ma è un bene che non si può comprare,
né prestare, né rubare,
poiché esso ha valore solo nell'istante in cui si dona.

E se poi incontrerete talora
chi l'aspettato sorriso a voi dona,
siate generosi e date il vostro
perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come colui che ad altri darlo non sa.

Anonimo francescano

Tra MarE Pace

Tra MarE Pace Installazione artistica di Cinzia Porcheddu Dal 13 dicembre all’11 gennaio - inaugurazione 13 dicembre, ore 16:30 Stazione m...